Non ho avuto voglia di fare fotografie.
Non ho voluto parlare a nessuno.
La grigia giornata non ha aiutato. Avevo tanti chilometri da percorrere.
Sono rimasto dentro. Ho abbassato gli occhi sull’asfalto e ho avanzato.
Un po’ triste, malinconico,ho propulso i miei pensieri verso “dopo l’arrivo”, “prima della partenza”, ciò che rimarrà da fare e come vorrei procedere. Elucubrazioni più o meno realistiche e realizzabili.
Fuggire il adesso, il quì. Momento che non piace. Ho seguite le indicazioni del mio gps senza guardare attorno a me e ho camminato.
Un po’ per caso, un po’ per bisogno, ho alzato gli occhi.
Tutto è alla rovescia, tutto è fuori mentre io sono dentro. Tutto è dentro e sono fuori. Ripenso a Antonio Tabucchi e al suo Notturno Indiano.
Non ho avuto voglia di fare fotografie. L’unica imagine scattata oggi si è imposta di se stessa come una metafora reale di come mi sento oggi.

