Abbastanza velocemente in questo viaggio, ho scelto di organizzare i luoghi dove dormire prima di arrivare nei villaggi. Confesso aver sottovalutato la quantità di cose da fare. Il tempo a disposizione non è dunque estensibile all’infinito…
Bed & Breakfast, agriturismi e piccoli alberghi determinano così, secondo il loro costo e la loro posizione geografica il mio nuovo percorso.
Quando mi sono fermato a Casola in Lunigiana, mi ha ospitato Pardo Fornaciari nella sua grande e accogliente casa. Subito, gli dissi che con la sua sagoma avrebbe potuto essere un personaggio di Antonio Tabucchi.
La lunigiana è colma del ricordo degli atti dei partigiani e Pardo perpetua, in un certo senso, la memoria di suo padre che lottò accanto ai resistenti italiani.
Dalla finestra di casa sua, Pardo mi fa vedere un sentiero tracciato dai Tedeschi. Mi racconta la storia del partigiano che si nascondeva dall’altra parte della valle e che tornava di notte al villaggio per vedere la moglie. Mi racconta come fù denunciato, arrestato e i Tedeschi l’hanno lasciato morire nella torre situata in mezzo alla piazza del villaggio insensibili al pianto della madre e della moglie del partigiano.
La mattina, mentre beviamo il caffé, Pardo mi dice che canta e che avrà presto un concerto, i suoi occhi brillano. Mi offre un suo disco nel quale canta le canzoni di Pietro Gori (anarchico italiano). Prima di partire, l’ho fotografato con la nipote Nina.
Con parecchi giorni di ritardo (perciò il tempo di recupero) e con il suo accordo, pubblico una canzone intitolata Addio Lugano Bella.
Grazie Pardo!

